mercoledì 18 maggio 2011

Col tuo ordine discreto.

Luminosa mattina di metà maggio, quando viene naturale mettersi a scrivere a gambe incrociate sotto la finestra aperta, a catturare luce, aria, odori. Sono stata assente per un po’ da questa pagina: a capofitto nella Vita, ecco dov’ero.
A lavorare mattina-pomeriggio-sera, quindici ore in piedi e le gambe che non le senti più; a ribaltare la mia camera, perché mai come ora ho bisogno di ordine, pulizia, della rassicurante scala cromatica di camicie e culottes aprendo l’armadio al mattino. A studiare per i primi esami della specialistica, che, come tutte le prime cose, mi spaventano non poco. Abbandonati i tricologici indugi,  ieri è stata ristabilita la mia iconica frangetta, ché i capelli lunghi da fatalona di provincia non fanno proprio per me.  Più tardi  ho cucinato una trentina di muffins, con la musica ad un volume da denuncia del vicinato mentre l’impasto di burro, cioccolato e caffè inondava la casa di profumo, e di ricordi, insieme.  Alla fine, me ne sono andata ad un barbeque sulle rive del Ticino: abbiamo cantato e chiacchierato attorno al fuoco, in una di quelle serate che sono il privilegio dei nostri vent’anni, perché, dopo, è troppo tardi per sfidare divieti,  zanzare e l’umidità micidiale del fiume.
Ci sono stati molti cambiamenti negli ultimi due mesi, così tanti che spesso pure  io –freddo, rigoroso, razionale Generale– mi sono sentita sopraffatta, talvolta addirittura annichilita. Poi arrivano stelle come quelle di ieri: dentro un buio che ancora attende l’estate, sono flebili lucine palpitanti dai desideri e dalla consapevolezza  che questi  cambiamenti sono la mia vita, come è ora, famelica, rapace (spietata, anche).
Quello che c’era non tornerà più, e non ha senso opporsi.  
E’ tempo di tendere i muscoli per alzarsi sulle punte, per guardare cosac’èaldilà e poi piano piano, avanzare. Diventare grandi, danzando.



11 commenti:

  1. ...dentro al cuore.

    Io sono già grande, o almeno dovrei esserlo. Ma vivo le tue stesse sensazioni. E hai ben detto, la vita è famelica, e io anche. Forse per questo alla fine andiamo quasi d'accordo.

    Baci Giuls

    RispondiElimina
  2. .. e or viaggi, ridi, vivi o sei perduta.

    Da sempre, una delle mie canzoni preferite. Sono io, il generale-ordine-discreto! Un abbraccio carissima <3

    RispondiElimina
  3. L'uomo, è la sua voglia di reinventarsi...Adoro quella canzone

    RispondiElimina
  4. sai che io ho chiamato mio figlio André di secondo nome? Quando avevo dieci anni avevo i suoi testi sul diario e quando ho avuto la fortuna di incontrarlo ho trovato un essere con una potenza immensa. Quando è morto, vivevo a Firenze e stavo cercando casa, ho passato la giornata piangendo visitando possibili appartamenti. Chiaramente tutti i proprietari hanno pensato che fossi pazza e non ho trovato casa.

    RispondiElimina
  5. Tesora come sei saggia (quasi zen, con queste considerazioni sulla vita)!
    Io alla tua età ero molto più drammatica e catastrofica...
    Però me le ricordo serata come queste: inizio estate, Umbria Jazz, ginestre in fiore, milioni di stelle sul lago... che nostalgia!!!
    Un bacio cara e buon week end :-***

    P.S. Sai che cucinare, come tagliarsi i capelli sembra abbia un significato di rinnovamento spirituale?! Almeno così farneticava ieri una yogica insegnante durante un corso sui chakra :-P

    RispondiElimina
  6. @ Torque: davvero hai incontrato di persona Faber? Per me è stata una scoperta dell'università e non poteva lasciarmi indifferente. hai visto la mostra a Genova? Toccante, ho un ricordo bellissimo.( Tra l'altro dico sempre che potessi rinascere, vorrei essere Fernanda Pivano!). E poi, davvero hai abitato a firenze? E' uno dei miei grandi sogni nel cassetto e ho pensato seriamente di trasferirmi lì per la specialistica!
    LOVV

    @ Bai: in effetti, non mi potrei mai considerare saggia, ma zen sì, lo sono. Più che altro sto vivendo così tanti stravolgimenti, ho decisioni importanti da prendere e dopo l'inevitabile panico iniziale, cerco di mantenere muso duro e sangue freddo ( non per niente, mi chiamano generale!). tra l'altro sai che nel mio caso la yogista ha super ragione ;-D? Oltre al fatto che mi piace cucinare tutto per bene e con amore! un abbraccio

    RispondiElimina
  7. Si tesora, ho fatto un sacco di cose. Prima o poi vi renderò partecipi!

    RispondiElimina
  8. Se ti può consolare a me chiamavano Houston! ;-)

    RispondiElimina
  9. @ Toque: che meraviglia questa vita avventurosa e piena di incontri speciali :-D un abbraccio, buonanotte Houston!

    RispondiElimina
  10. Che bel post, mi sembra di rivivere le tue sensazioni, vi leggo - tu e Torque - e mi lascio trasportare piacevolmente dalle vostre parole.

    Come mi capita spesso, ormai che sono grande, di mettermi in punta di piedi per vedere cosa c'è dopo, mi capita di piangere di nostalgia per un tempo che non tornerà mai indietro.
    Mi capita di sentirmi proiettata verso il futuro mentre certe situazioni di definiscono, altre si aprono.
    E mi sento felice e in pace con il mondo quando lo lascio fuori dalla mia porta e dentro sento solo il profumo del bucato appena steso e di una crostata che cuoce.

    Ti abbraccio forte forte,
    Titti

    http://dellaclasseedialtremusiche.blogspot.com/

    RispondiElimina
  11. Oh grazie Titti! Sono giorni di tutto e contrario di tutto, e questa simpatia (nel senso etimologico del termine, condividere, fosse anche solo tramite lo schermo di un pc) mi commuove. Ricambio l'abbraccio, a presto :-)

    RispondiElimina