
Sto chiudendo lo zaino e mi aspettano circa 15 ore di viaggio. Non potevo avere occasione migliore per dedicare i tips & trick ai voli intercontinentali in classe Economy (no, non nominate la Business che parte la musichetta "
piace vincere facile").
Il check in online.
Metafora da
concertone: si aspetta frementi come fosse l’apertura dei cancelli. Controllate
sul sito della compagnia da quante ore prima è consentito e, non appena possibile,
fatelo. Non solo per prevenire problemi di overbooking, guadagnare tempo in
aeroporto (anche se viaggiate con il bagaglio da stiva spesso c’è il drop off dedicato a chi ha già la carta
d’imbarco) ma soprattutto… scegliere il posto!!!
La scelta del posto
Tutti
concordi sul mantra “il più avanti e il più lontano dai bagni possibile”.
Poi,
il mondo si divide in due scuole di pensiero: finestrino o corridoio. Il finestrino solo per chi ha una vescica di
ferro mezza bottiglia di Xanax in corpo, e la certezza di dormire per più di metà viaggio. Può essere una
scelta strategica nei voli a corto raggio, dove fa piacere guardare fuori e si
evita così di doversi alzare sei volte in cinquanta minuti causa vicino che “mi
scusi sa, ho la prostata debole” (sad
true story 1). Sul medio/raggio io voto corridoio tutta la vita, anche a
costo di avere il mio abituale compagno di viaggio, corridoista
convinto pure lui, seduto dietro o dall’altra parte. Nello sciaguratissimo caso
in cui per cause di forza maggiore dobbiate rinunciare al corridoio, o vi fate
alleato il vicino – sperando non sia un ciccione impossibile da scavalcare
quando vi scapperà la pipì nottetempo- oppure fingete una cistite acuta (sad true story 2)
Pasti a bordo ***NON IMITATEMI***
La verità è
che mi diverto tantissimo a provare i pasti speciali in volo, sperimentazioni non
esenti da rischio
Tra le peggiori esperienze un dolce gluten free AMMUFFITO (mentre tutti mangiavano una mousse al
cioccolato), un ritorno – con fame atavica post evento- da Hong Kong in cui
alla vista del mio mesto vassoio latto-ovo-vegetariano ho finto di essermi sbagliata e ho
mendicato dalla hostess un pasto normale avanzato da qualche passeggero, nonché
una terribile colazione con tofu grigio, bollito e maleodorante al posto delle
uova strapazzate alle 6 di mattina che ha suscitato il ribrezzo pure del mio vicino veggie. A parte questi casi estremi, visto che odio
le salse e faccio veramente fatica a digerire in volo, generalmente seleziono
il menù senza sale che è una scelta valida con frutta e verdura fresca senza
troppi intingoli e pasticci [ODIO le salse]. Se invece prendete il pasto normale, ricordate: la P-A-S-T-A non esiste, chicken tutta la vita.
Il look da viaggio
Non credete alla selezione “Flight chic” di Vogue.com e agli
Angeli di Victoria Secret’s che atterrano a Los Angeles con gli stivaloni tacco
12 a metà coscia: parafrasando la loro antesignana Naomi “do not flight commercial”.
Ergo l’imperativo è comodi, preservando una certa dignitas e amor proprio.
- Niente pantaloni attillatissimi sopra le due ore
di volo. Questo non legittima l’uso di orride tute, completi in ciniglia e
pigiamini di jersey.
Memento: i leggins
NON sono pantaloni. Sì a jeans morbidi, pantaloni ampi o i pijiama pants leggeri
e confortevoli. Zara in questo senso è provvidenziale. [
1] [
2] [
3].
Scarpe comode e che scongiurino l’effetto piede
a salsicciotto. E questo vale anche per gli uomini: potrei snocciolare una
casistica di temerari che osarono l’intercontinentale con il mocassino, salvo
poi non riuscire più a infilare dentro il piede a destinazione. Soprattutto se
avete uno scalo tirato, meglio qualcosa che si metta/tolga rapidamente ai
controlli e vada bene per correre in caso di ritardo :-)
- Contro l’aria condizionata: la pashmina è un
classicone che però nella mia goffaggine trovo scomoda. Le mie personali
alternative sono dolcevita di cachemire se viaggio per lavoro, altrimenti
storico
felpone grigio con
cappuccio, anche da tirare sopra la testa in caso di getto di aria gelida . Vivamente
consigliate magliette o camicie che si stropicciano poco, evitando sempre i
materiali sintetici che pezzano e puzzano all’istante.
La calza ANTITROMBO:
In senso letterale: diciamoci la verità, specialmente per le
donne sono tanto scomode quanto utili a ridurre gonfiore e pesantezza alle
gambe, al punto che una volta provate difficilmente si torna indietro. Tra
l’altro c’è una vasta gamma di colori e denari, per cui possono fare le veci di
normalissimi collant, non fosse per le manovre acrobatiche nel fatidico momento
toilette. Quasi d’obbligo se una volta a destinazione vi aspettano ore in piedi
e tacchi alti. Ça va sans dire, se invece volate
d’estate verso un Paese tropicale toglietele prima di scendere dall’aereo.
In senso metaforico: Ok le scarpe comode, ma mica vorrete
tenerle ai piedi tutto il tempo? Ne vorrete zampettare per i lerci corridoi a
piedi nudi? La risposta è: calzetta in
borsetta. Sempre meno compagnie le prevedono nei kit in Economy quindi meglio
portarsene dietro un paio di calze da battaglia, belle spesse e senza elastici che stringono troppo.
Tornando al sopraccitato senso metaforico, sfodero impunemente un paio di
antiscivolo a pois che veramente scoraggerebbero qualsiasi malintenzionato.
Bagno: istruzioni per l’uso
Il tempo in volo è scandito dal cibo e dalle peregrinazioni alle
toilette. Di solito il momento dopo i pasti è quello di maggiore affollamento:
per evitare la coda meglio aspettare che cali l’abbiocco generale in partenza e
invece anticipare i tempi prima dell’atterraggio, precedendo l’ultimo servizio (sì,
lavate i denti PRIMA di fare
colazione).
Se siete in una fila interna, abbiate il buon cuore di coordinarvi un minimo con il vicino posto corridoio.
Gli spazi sono ridotti, evitate di trascinarvi dietro il beauty delle
grandi occasioni, bastano pochi indispensabili:
- Spazzolino, dentifricio e collutorio formato
viaggio + bustina shampoo*
- Deodorante (non spray) e profumo
- Detergente viso/occhi, tonico o acqua micellare,
crema idratante
- Salviettine intime
- Crema mani (approfittate delle offerte alle duty, adoro le limited edition de L'Occitane
Porto con me un asciugamano lavamani (quelli piccoli per gli ospiti)
che uso per al posto dei tovaglioli di carta.
Non sopporto il trucco e le lenti a contatto, per cui anche se sto
viaggiando per lavoro al momento della partenza mi strucco, lavo il viso e
metto la crema idratante. All’arrivo risciacquo, crema, trucco leggero e via.
Lacrime artificiali come se piovesse per evitare l’occhio arrossato alla Kurt
Cobain.
**Solo per spiriti coraggiosi e cause davvero di forza maggiore siete
autorizzati a lavare la frangetta/ciuffo nel lavandino dell’aereo (sad true story 3)
Survival kit:
1.
La base: lo zainetto (con rinforzo per il pc). Molto
nerd e poco femminile, faccio ammenda, ma è la soluzione più pratica anche per
una smemorata cronica come me. Ci metto dentro tutto e riduco i rischi di
perdere pezzi in giro, non si ribalta e lascia le mani libere. [Anyways,
diciamo tutti NO al borsello portadocumenti a tracolla].
Idrata, rinfresca, e ha un buon profumo.
4.
Per chi dorme, mascherine e cuffie con riduzione
del rumore.
5.
Per chi non riesce a dormire consiglio caro
vecchio libro: nello specifico non bado alla praticità e ne approfitto per
smaltire tutti i classiconi in arretrato. Il prossimo sono i
Tre Moschettieri
A mali estremi rimane sempre l’opzione gin tonic.
6.
Blush Guerlein. Anche dopo 12 ore di volo, vi
restituirà sembianze umane.