mercoledì 26 aprile 2017

Collezione di cieli e tetti: i miei rooftop preferiti #1




Nel mondo 

(Letteramente) il più alto al mondo: Ozone Bar,  Hong Kong
E’ il rooftop più alto al mondo. Si trova al’interno dell’hotel Ritz-Carlton. Attenzione perché qualche piano più sotto c’è la turisticissima terrazza a 360°, che ha pure un salato ticket di ingresso: ignoratela e salite in hotel. Ordinate un cocktail (che costerà meno del biglietto!) e accomodatevi alla barra davanti alle vetrate per una vista “effetto elicottero” sulla baia di Hong Kong… Da non perdere una puntatina alle altrettanto panoramiche toilette!
Il più charmant a bordo piscina: Terraza La Isabela, Hotel H1898, Barcelona
L’hotel, con la sua eleganza coloniale è uno degli indirizzi del cuore, e la loro terrazza in stile balinese rimane una delle mie preferite. Cocktail e tapas a bordo piscina ammirando i tetti del Barrio Gotico e, in lontananza, le guglie della Sagrada Familia.
 http://www.hotel1898.com/it/terrazza-la-isabela/

Il più hipster: The Insolito Restaurante& Bar, Lisbona
A Lisbona i miradouros sono un’istituzione cittadina. L’indirizzo più hipster per la colazione o un eccellente coktail tra fascinosi azulejos, teste d’alci e giraffe rosa è il The Insolito, affacciato sul miradouro de Sao Pedro de Alcantara.  Per una birretta rilassata al tramonto, il punto di ritrovo di local e turisti è il Noobai, al Miradouro di Santa Caterina

Il più (bel) clichè: Marina Bay Sands, Singapore
A Singapore si contendono il primato come rooftop Altitude e il Flight Bar del Marina Bay: voto il secondo.
Turistico, anzi, turisticissimo con le tanto celebri quanto pacchiane piscine a sfioro affollate di occidentali con Iphone e accappatoio bianco. Arrivate presto, guadagnate un divanetto tranquillo in pole position: s’accenderanno le luci tutt’intorno e il kitsch diventerà magia.
 http://www.marinabaysands.com/entertainment/nightlife/rooftop-bars/flight.html
http://www.1-altitude.com/http://www.1-altitude.com/

Il più bel ricordo: Vogue Restaurant, Istanbul
Le enormi vetrate affacciate con vista a 360° sul Bosforo sono state lo sfondo della mia cena di compleanno. 8 ottobre 2015, l’ultima notte di innocenza della Turchia: il giorno dopo sarebbero esplose le bombe del primo attentato di Ankara. Ripenso con nostalgia a quella vista sulle cupole, le torri e i ponti illuminati, a una città che ancora poteva perdersi nell’incanto delle proprie luci, sospese tra due continenti.
http://www.voguerestaurant.com/

In Italia

Venezia
Gli indirizzi storici e il nuovo place to be
Parlando di rooftop a Venezia, rimangono imprescindibili quelli del Danieli e dello Skyline Bar dell’Hilton Stucky.
Da qualche mese, il nuovo must veneziano è la salita al Fondaco dei Tedeschi. Ignorato dai più fino a qualche mese fa, quando ci si poteva accedere liberamente, ora aspettatevi code e minuti contati.
Meglio in settimana che nella bolgia infernale del weekend, e meglio prenotare con anticipo soprattutto nelle ore di punta del tramonto. Fate tesoro dei quindici minuti che vi vengono concessi e poi andate a godervi il tramonto proseguendo sul Canal Grande verso Punta della Dogana.
http://www.danielihotelvenice.com/it/bar-terrazza-danieli 
“Oltre al drink c’è di più”: la mia combinazione perfetta prevede visita alla Collezione Guggenheim e poi sosta nella loro terrazza panoramica affacciata sul Canal Grande e il Giardino delle Sculture http://www.guggenheim-venice.it/museum/index.html

Napoli
Il più fresco: L’Antica vigna del convento (dalle 10:10 alle 17:00)
Al settimo piano del boutique hotel San Francesco al Monte, nella cornice dell’antica vigna del convento, c'è il posto perfetto per una pausa pranzo al fresco, con vista sull'intero Golfo, il Vesuvio e l’isola di Capri.
http://sanfrancescoalmonte.it/it/hotel.html 

Il più contemporaneo: Romeo Pool Bar
Terrazza di design al 9° piano dell'hotel più cool della città.
http://www.romeohotel.it/naples/it/romeo-pool-bar/

Per chi preferisce rimanere sul classico ci sono la terrazza del Grand Hotel Parker's
 http://www.grandhotelparkers.it/ita/hotel_ristorante_napoli.htm
oppure il solarium del Reinassance Mediterraneo, per un indimenticabile idromassaggio nella Jacuzzi con vista tramonto.
/http://www.marriott.com/hotels/travel/napbr-renaissance-naples-hotel-mediterraneo/


Milano
Il più radical chic: Corso Como, 10
Adoro spulciare i volumi fotografici nella sempre tentatrice libreria, sceglierne uno e poi salire a sfogliarlo sulla terrazza, così rilassante nella sua semplicità.
Il più Instagram: Ceresio 7
Atmosfere newyorkesi (e un po' fighette) all'ultimo piano dell'ex Palazzo Enel, ora quartier generale Dsquared², con le due scenografiche piscine da cui ammirare il tramonto sulla skyline milanese.

Il più "old fashion ma sempre efficace”: Terrazza Martini
Ecco, per me quella vista sulla torre Velasca regala sempre un’emozione imbattibile.

E già che siamo in tema di location da eventi, breve nota da addetta ai lavori: organizzatelo un pranzo all’ultimo piano del Pirellone, quando capita :-)

lunedì 13 febbraio 2017

Un'isola che prima c'era.

Uno dei libri più belli che al momento affollano il mio comodino racconta di Pantelleria. [qui]
Ad un certo punto si parla di questa misteriosa isola che appare e scompare, “l’isola che prima c’era e ora non c’è più” e i marinai, smarriti, continuano a navigare in quella direzione.

A volte incrociamo persone che sono isole, affiorano incontri negli improvvisi flutti delle nostre esistenze. Non sappiamo mai se riusciremo a raggiungerle – l’approdo, sai, a volte è questione di secondi, di umore del mare, di soffi di vento.  
 Di cambi di rotta che richiedono coraggio. 

Il cuore non naviga a vista, naviga a memoria, ricerca quell’approdo che gli era sembrato la felicità
Nella propria geografia della lontananza naviga a ritroso, per ritrovare sguardi parole. 
Dove tutto splendeva
Un’isola da immaginare, un mezzo sorriso con le fossette.


lunedì 6 febbraio 2017

#MottyvationMonday, la felicità al tempo indicativo.


Che unità di misura ha la felicità?
 I passi, di piedi uno dietro l'altro verso cose da scoprire o persone da ritrovare. O forse si misura con il tempo: un minuto di sorriso al giorno sono 365 minuti felici l'anno, che poi sarebbero.
E se invece non si potesse conteggiare, se rifiutasse schemi e costrizioni matematiche?
 Se arriva, semplicemente, così, senza se e senza ipotesi, con la schiettezza un po’ sgrammaticata del tempo indicativo?
Arriva, a noi saperla cogliere.
#Mottyvation Monday è uno spunto, un tema diverso ogni settimana, per il nostro allenamento quotidiano al sorriso.
In questo lunedì di pioggia grigio #takecare: riconoscere proteggere prendersi cura del bello è esso stesso esercizio sopraffino alla meraviglia.









lunedì 30 gennaio 2017

Guida quasi sentimentale di Praga.





Agosto 2008: piccola esploratrice, con annesso poncho andino
Partiamo da qui, dai ricordi e dai tramonti.
Dai ricordi di me diciannovenne, nella mia prima estate universitaria. Avevo fatto un tour dell’Europa mitteleuropea in pullmino, con i miei coinquilini di allora e una compagnia quasi esclusivamente maschile. Dormivamo per terra, in grandi materassi bianchi sul parquet di un bellissimo appartamento affrescato in pieno centro, a pochi passi dalla Piazza dell’Orologio. Al mattino presto, mentre la casa si stropicciava nel sonno, scendevo in una delle primissime bakery in stile americano e facevo colazione. Ricordo distintamente il gusto di quelle girelle tiepide: cannella uvetta e libertà, la meravigliosa libertà di una città da esplorare tutta da sola. Con il mio fedele zainetto e una guida postillata all’inverosimile, mi perdevo a testa in su tra le strade: le dita impiastricciate di crema, assaporavo per la prima volta la scoperta solitaria di una città straniera. Curiosavo nelle chiese, chiacchieravo con gli artisti di strada, spiluccavo confezioni intere di lamponi del mercato.

Ci sono tornata, anni dopo, nel dicembre più grigio e nebbioso che i praghesi ricordavano da generazioni.  Il dicembre senza neve - dicevano. Per me, un dicembre plumbeo di tensioni, con un’agenda fitta di appuntamenti, tante responsabilità e zero tempo libero. Eppure, la città dei miei diciannove anni mi ha sorpreso ancora, e ho scoperto la taumaturgica bellezza dell’inverno: di uno stormo in volo nel cielo rosa del ponte Carlo, di quando stai aspettando al gelo e scopri un giardino d’inverno segreto. Salotti abbracciati dal velluto e dal profumo d’arancia in quello che sarebbe diventato uno dei miei boutique hotel preferiti all over the world o i piccoli caffè di Mala Strana dove riscaldarsi con merende base di cioccolata calda e strudel alle prugne.

Dicembre 2015: tramonti d'inverno, dall'Isola Kampa
Infine Praga a giugno, come diciamo in gergo “sotto evento”. Evento significa una nuova mappa mentale: più che luoghi di interesse ci si muove per punti logistici: aeroporto, hotel, ristoranti e, di solito, una puntatina al più vicino centro commerciale per supplire dimenticanze tragiche, dal dentifricio, ai dischetti di cotone, ai calzini. Il mondo esterno sono piccoli frammenti da strappare qua là: le corsette all’alba – e per alba si intende “prima della colazione delle 7” – curiosando tra le vie e i quartieri che si risvegliano, qualche posticino imbucato un po’ da radical green dove rifugiarsi a mangiare hummus e centrifugati al posto dell’ennesimo club sandwich in hotel (operazione non esente dal rischio agliata violenta), i dopocena insieme ai colleghi – con improponibili tacchi 12 in birreria. Ed eccoli qui i tramonti, sul lungofiume: raggi luminosi che si amano  sui tetti, di luci lunghissime e dorate come solo certe giornate di giugno sanno essere. 

Così guida sentimentale sia: ecco la mia hit list 
  •  Mala Strana e l’Isola Kampa, sono la mia zona preferita in assoluto, specialmente le vie più a sud (Maltezke Namesti, Velkoprevoske namesti) e la piazzetta di Na Kampe, così romantica e immune dallo scorrere del tempo. E’ da queste parti che si nasconde il meraviglioso giardino del Mandarin Oriental, in un antico monastero ristrutturato.  http://www.mandarinoriental.com/prague/hotel-photo-gallery/ 
  • Su qualsiasi guida (nell’eterno duello tra LP e Routard in questo caso vince la seconda) troverete ottime itinerari per visitare le zone più celebri: Stare Mesto; il quartiere ebraico di Josefov e il Castello con annessa Cattedrale di San Vito. Di mio aggiungo che la città vecchia è molto piacevole e vivace per una passeggiata serale, e che per godersi la magia di Ponte Carlo e del Castello prima delle orde turistiche c’è solo un modo: scarpe da corsa, di buon mattino (molti hotel del centro città hanno mappe ad hoc e/o organizzano sessioni di morning run). https://www.tasteofprague.com/pragueblog/jogging-in-prague 
  • Per dormire: Hotel Leonardo, a pochi passi dal Ponte Carlo. Un boutique hotel indipendente, curato in ogni dettaglio. Mi sono innamorata del profumo speziato nella hall, dell’arrendamento raffinato, del giardino centrale dove fare colazione, delle camere tutte diverse l’una dall’altra (ma tutte con bidet :-) le mie preferite? Le maisonette con soppalco e vista sui tetti e il castello. http://www.hotelleonardo.cz/en
  • In alternativa, l’indirizzo più cool è il Pentahotel. https://www.pentahotels.com/en/hotels/phpra-prague/everything/  La reception è anche bancone del bar, la hall ha camino e angolo Playstation, le camere colpiscono per l’inconfondibile tocco di design di Matteo Thun. Do not miss: l’ottima colazione con prodotti biologici e i deliziosi hamburger.
Gli interni dell'hotel Leonardo
  • Ristoranti. Ammettiamolo: i must cittadini sono: o birrerie o ristoranti pseudo medievali.        Per restare sul genere, due indirizzi turistici ma comunque validi:
  1. U Fleku: istituzione cittadina, la birreria più antica e popolare della città. Si mangia seduti (stretti) su lunghe tavolate di legno in condivisione con altri avventori. D’estate è molto bello il chiostro esterno, d’inverno cercate di farvi sistemare nella sala principale, dove si esibisce anche l’immancabile gruppetto folk. Oltre all’ottima birra della casa, il liquorino finale garantisce digestione e allegria. http://it.ufleku.cz/ 
  2. U krále Brabantského: sulla salita per il Castello, è un’antica taverna medievale con personale abbigliato a tema, teschi e coprisedie di pelliccia. Nella sala sotterranea vanno in scena giochi con il fuoco e spettacoli medievali, al piano di sopra l’atmosfera è decisamente più raccolta. Si mangiano a lume di candela pantagrueliche porzioni di piatti tipici, con menzione d’onore allo squisito cestino dei pani. Astenersi vegani e animalisti convinti. http://www.krcmabrabant.cz/galerie_en.php
  3. Buona scelta birrerie e locali tipici anche nelle viette attorno a piazza Betlmske. Consiglio U Betlémské kaple: l’ambiente non brilla per originalità, non manca qualche tocco d’arredamento kitch ma i sapori sono autentici e genuini. La specialità della casa sono i piatti tradizionali di pesce: carpa, trota, persico che salvano dall’overdose di gulash e stinco.  http://www.ubetlemskekaple.cz/ 
  4. Da non perdere i mercatini dove fare rifornimento di frutti di bosco freschissimi d'estate, di caldarroste e sfoglie calde alla cannella nei mesi più freddi. Il mio preferito è quello di Havelskà, nella città vecchia.
  5. Per una cena romantica, i miei indirizzi preferiti sono Kampa Park e Mlynec, ai due estremi opposti del Ponte Carlo. Se si ha la possibilità di mangiare all’esterno: i tavoli pied dans l’eau del Kampa o del ristorante “fratello” Hrgetova Cihelna; se si deve mangiare all’interno meglio il Mlynec, con le incantevoli vetrate affacciate sul ponte Carlo. Per entrambi cucina internazionale di buona qualità, nessun guizzo eclatante, ma la vista basta e avanza a supplire. Tocco in più:il variegato panorama di coppie circostanti, e, per i più fortunati, la possibilità di assistere a una vera proposta di matrimonio [true story]
http://www.mlynec.cz

 Poi ci sono i rituali, quelli che non cambieranno mai, quelli che hanno il potere di fermare il mondo, sia  la comitiva chiassosa dei vent'anni o, a ventotto, l'ennesimo taxi per tornare in hotel "La prego, può accostare?"
E (ri)troviamo pezzetti di cuore, stelle tremolanti nel riflesso della Moldova.
Giugno 2016: solstizio d'estate